25-I cinghiali nel piatto

Lettera inviata a vari mass media


Egregi signori

non ci meravigliamo leggendo l'articolo su La Nazione del 5 luglio scorso relativo al "grido d'allarme degli agricoltori" sui troppi cinghiali (ma ora si sono aggiunti anche i caprioli), perchè è "tradizione". Quella "tradizione" da cui non ci si allontana perchè fa comodo a qualcuno oppure perchè qualcuno è talmente radicato allo standard che un pensiero razionale gli è impossibile.

Inoltre, purtroppo, la maggior parte dei giornali rappresenta sempre il suono della stessa campana quella che batte forte, mai della campana opposta. La solita campana, quella che non può suonare diversamente dallo standard imposto, visto che è collaudata per ripetere all'infinito lo stesso suono.

Nessuna domanda all'altra campana? Ecco cosa risponderemmo se venisse posta.

I cinghiali?
Non erano quasi estinti nel secolo scorso e reintrodotti quelli "alloctoni" dall'est Europa con il beneplacito dei politici, per alimentare l'orgasmo di morte dei cacciatori, l'avidità degli armieri, dei ristoratori....? Non vengono uccisi dalla peste suina, cacciati senza pietà per sostenere la catena alimentare che l'art. 12 comma 6 della legge 157/92 proibisce?

Non sono stati sterminati in Toscana, durante i 20 mesi della legge obiettivo 10/2016? Se i capi abbattuti erano stati 79.330 nel 2015, 83.578 nel 2014 e 70.482 nel 2013, nel triennio della sua applicazione (giugno 2016 settembre 2018) si sono avuti oltre 250.000 abbattimenti tra cui: 198.337 cinghiali, 45.890  caprioli, 4.769 daini, 1.957 cervi e 393 mufloni.

Leggiamo continuamente molta ignoranza sui cinghiali: sono pericolosi, provocano incidenti stradali, entrano nelle città, nei giardini, nelle scuole, nelle chiese…, possono ferire, uccidere… come non fossero prede ma predatori.

Ma: "Il cinghiale è una creatura molto intelligente, nomade ed amante del quieto vivere, la cui presenza è incompatibile con un sovraffollamento umano, le cui principali caratteristiche sono la socialità, la vita notturna, la predilezione per la macchia folta, il desiderio di tranquillità. Il cinghiale non teme le persone che parlano, persone inoffensive come i gitanti, cercatori di funghi o boscaioli. Se non è provocato o ferito, il cinghiale non aggredisce l’uomo anzi, si affeziona facilmente a lui, convive senza paura e senza prepotenza con cani e gatti..." (Prof. Franco Nobile, medico, docente e cacciatore, medaglia d’oro al valore della Sanità conferitagli dal Presidente della Repubblica Ciampi).

Quindi, dove potrebbero vivere animali le cui principali caratteristiche sono la socialità, la vita notturna, la predilezione per la macchia folta, l'erratismo ed il desiderio di tranquillità quando si ritrovano in ambienti del tutto inadatti, accerchiati in luoghi devastati, occupati, infestati dagli umani?
Dove potrebbero trovare il loro sostentamento, la loro nicchia ecologica quando Homo sapiens si accaparra ogni spazio visto che si ritiene padrone e signore della Terra? Noi possiamo e sappiamo uccidere milioni di animali (170 miliardi/anno sulla Terra) ma guai se un animale spinto dalla fame o dai suoi bisogni etologici provoca incidentalmente e senza volere ferite o morte a un umano.

Da uno studio dell'ISPRA del febbraio 2014 risulta che il 67% degli habitat sono in cattivo o inadeguato stato di conservazione e non per cause naturali, e che l'Italia è al primo posto in Europa "per numero di casi pendenti o giudicati presso la Corte di Giustizia Europea e l'ambiente rappresenta l’ambito di inadempimento più frequente".

Siamo noi umani, i responsabili dei problemi, delle migrazioni periurbane, della confidenza che dimostrano  questi animali, dell'attraversamento delle strade e siamo noi umani, con la nostra intelligenza e non con l'ottusa visione, che dobbiamo risolvere il problema dell'eccesso di popolazione per riportare il cinghiale, in modo incruento, ad essere regolato dalla legge biologica della "capacità portante".

I cinghiali sono stati importati, allevati, reimmessi in tutta Italia, foraggiati e ibridati con i maiali domestici fino a che la tardiva legge n. 221/2015  ne ha proibito il ripopolamento e il foraggiamento. Inutilmente, perchè le illegalità della caccia restano sempre nascoste, protette, alimentate, sottolineate dal fatto che l'Italia, nel 2022, è risultata al 42mo posto fra i 180 Paesi del mondo per la corruzione, 17mo fra i 27 Paesi europei https://www.transparency.it/.

Nonostante l’alta diffusione dell'illegalità e del bracconaggio (80% dei cacciatori), a causa dell'omertà diffusa, i rari reati che vengono sottoposti a procedimento giudiziario, per la maggior parte ottengono l'assoluzione in primo grado di giudizio senza alcuna sanzione penale e altri procedimenti terminano con l’oblazione, con la non procedibilità per la tenuità del fatto, con la prescrizione.

I cinghiali allevati in violazione della legge, vengono venduti anche on line vivi e morti https://www.subito.it/animali/cinghiali-in-purezza-palermo-309049286.htmhttps://www.comune.graglia.bi.it/aree-tematiche/polizia-locale-di-graglia/macellazione-privati-autoconsumo - https://www.agriturismomattoni.it/selvaggina/index.html... per incrementare quella filiera alimentare che fa di un animale selvatico, un animale d'allevamento.

Premesso che l'eradicazione di una specie animale è impossibile in un Paese che non è un'isola, non abbiamo ancora capito (meglio facciamo finta di non aver capito) che la caccia aumenta il numero degli animali.

Tra i tanti, lo dichiara sulla rivista Suddeutsche Zeitung, il prof. Reichholf eminente Direttore della Divisione Vertebrati della collezione zoologica di Monaco di Baviera e docente di biologia e conservazione della natura nelle due università di Monaco, il quale afferma che “Quando in un territorio vengono uccisi molti animali mediante la caccia che avviene soprattutto in autunno e inverno, i sopravvissuti hanno un migliore apporto nutritivo. Gli animali così rinforzati si riproducono in primavera più presto e in maggior numero.” Secondo lo scienziato “attraverso la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare e quelle che sono comuni diventano ancora più comuni.”

Anche Norbert Happ, il più noto esperto di cinghiali ed ungulati della Germania ed egli stesso cacciatore afferma: “I rapporti sociali disordinati nelle popolazioni di cinghiali con riproduzione incontrollabile sono da imputare esclusivamente all’esercizio venatorio”.

Intanto il Ministero della Salute con Decreto del 28 sett. 2022 e risorse per 500.000 euro, autorizzava gli Istituti Zooprofilattici di Lazio-Toscana e Mezzogiorno alla sperimentazione del vaccino immuno-contraccettivo Gona Con con l’impiego per via orale nei cinghiali selvatici durante 2 anni.

Intanto la Regione Piemonte ha stabilito la riduzione del cinghiale con la corretta applicazione dell'art. 19 della legge sulla caccia 157/92 (metodi ecologici), il divieto di realizzare una filiera della carne di cinghiale… ecc. in linea con un approccio culturale che rientri nello spirito dell'art.9 della nostra Costituzione.

Se si avviano piani di rimboschimento e di forestazione adeguati, si seminano piccoli appezzamenti incolti all'interno del bosco, si predispongono le colture a perdere, si organizzano corridoi ecologici, la legge biologica diventerà la regolatrice della fauna selvatica.

Quindi, gentili signori, vi preghiamo di approfondire la materia https://www.gabbievuote.it/caccia-al-cinghiale---relazione.html e non lasciarvi travolgere dalle banalità, dalle menzogne e dall'ignoranza che provengono dalle pressioni di chi banalizza, mente e ignora.

Cordialmente.

Firenze, 8 luglio 2024

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana
Membro FIADAA Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente