Gentili signori
Leggiamo su La Nazione cronaca di Scandicci del 24 gennaio nonchè del 25
gennaio, la stessa notizia: il ritrovamento, in un giardino di casa (?),
di una carcassa di capriolo predata da un lupo (?) e, quindi, della
convinzione che i lupi stiano circolando nell'abitato, convinzioni
soprattutto rimarcate dai cacciatori.
E' chiaro, i cacciatori sono interessati a cacciare i lupi (come tutti
gli animali selvatici), soprattutto ora che la Commissione europea li ha
declassati da rigorosamente protetti a protetti. Quindi lo scopo è
quello di sollevare paure e preoccupazioni per ottenere dalle
amministrazioni compiacenti, ciò che vogliono: cacciare, uccidere (non
diciamo ipocritamente: depopolare, contenere, eradicare, gestire,
rimuovere...). E i giornalisti li assecondano.
La paura è insita nell'uomo ed insita è anche la sua strumentalizzazione
quando serve per raggiungere il compiacimento.
I lupi sono animali elusivi, non si avvicinano all'uomo, lo conoscono
per i massacri e le crudeltà da lui ricevute fino al quasi sterminio
negli anni '70, quindi lo temono e lo rifuggono. E' più facile la
vicinanza di cani inselvatichiti o ibridi che esistono in quanto noi li
abbiamo fatti esistere, con il randagismo che non viene controllato
puntualmente secondo le leggi e che, inoltre, interferisce con la
purezza genetica del lupo.
Vorremmo che la stampa si attenesse alla scienza, non facesse ipotesi e
non avvalorasse paure fuorvianti. Che non alimentasse una classe di
persone che si compiacciono nell'uccidere praticando un comportamento
fatto passare per sport, arte, custodia della biodiversità, amore per la
natura... e via discorrendo ma che è, soprattutto, un orgasmo di morte.
Per questo, per una maggiore conoscenza, alleghiamo una breve relazione
sul lupo tratta da studi e documenti ufficiali.
Cordiali saluti.
Firenze, 26 gennaio 2026