Gentilissimi
abbiamo letto che la Pontificia Accademia per la Vita, diretta da Mons.
Renzo Pegoraro, ha preso molto in considerazione le tematiche della
bioetica globale, il dialogo con le discipline scientifiche,
l'intelligenza artificiale ma, soprattutto, la promozione del rispetto e
della dignità della vita umana in tutte le sue fasi promuovendo gli
xenotrapianti che, ogni anno nel mondo, sono circa 170.000 con la
sopravvivenza, per il trapiantato, di poche settimane.
Ma, tale numero rappresenta un misero 10% di tutti coloro che ne
avrebbero bisogno, perché ci sono pochissimi organi a disposizione.
Quindi, facendo i calcoli, per accontentare tutti i bisognosi di
trapianto, servirebbero circa 17milioni di donatori ogni anno.
Ma donatori non ce ne sono, altrimenti il problema non esisterebbe
quindi, per salvare la vita umana occorre prelevare gli organi dagli
animali strappando loro la vita. Ma non quella dei primati (le scimmie
antropomorfe) che, nonostante siano essi stessi animali, somigliano
troppo all'uomo, sono nostri cugini. Per etica dobbiamo fare la scelta
come succedeva tra i bianchi e i neri, tra le donne e gli uomini, tra i
ricchi e i poveri, i colti e gli ignoranti, i cristiani e i pagani, ecc.
ecc. Ovvero occorre ristabilire le classificazioni che ci hanno portato
a dividere gli esseri viventi in categorie e permesso, nel tempo, di
fare delle classi "inferiori" i nostri pezzi di ricambio.
Gli xenotrapianti sono trapianti di organi, tessuti o cellule da animali
a esseri umani, molto umani, principalmente da maiali geneticamente
modificati per ridurre il rigetto. Questa tecnologia punta quindi a
risolvere la carenza cronica di donatori umani, con recenti successi nel
trapianto di reni e cuori su pazienti terminali, rappresentando una
frontiera terapeutica promettente. Per noi umani, non per i maiali il
cui diritto alla vita glielo concediamo noi, se lo vogliamo, non Dio che
li ha creati vivi per vivere, altrimenti li avrebbe creati morti.
Ma, come abbiamo fatto con gli umani, seviziandoli, torturandoli,
emarginandoli, rendendoli cose e non esseri, si può fare anche con gli
animali? Perchè no anzi, ancora più facilmente.
Loro non protestano se vengono recisi, violati, se si ricoprono di
sangue, se urlano e si lamentano, riusciamo a zittirli, basta un
aghetto. La loro vita, anche se la vivono e il Creatore gliel'ha
regalata, ha solo il valore che noi accordiamo loro. Nonostante sia
stabilito dalla scienza stessa (quella su cui si basano gli
xenotrapianti) che hanno sentimenti e coscienza (Dichiarazioni
scientifiche di Cambridge e di New York), noi ci affidiamo alla nostra
supremazia, superbia e indifferenza, ci consoliamo dicendoci che
sacrificare la loro vita per gli umani non è una scelta repellente, una
violenza, una trasfusione di orrore e crudeltà, no, è una grande
scelta etica.
Loro gli animali, è stabilito da quell'etica, che siano i nostri schiavi
e quindi, se nel passato, noi umani arretrati, avevamo fatto dei
cospecifici i nostri schiavi, perchè ora, che siamo evoluti, non
possiamo rendere nostri schiavi gli animali che ci servono?
Lo possiamo. L'etica è correlata alla nostra natura superiore, è l'etica
che noi stessi stabiliamo di interpretare e quindi possiamo sceglierla
tranquillamente. Se prima era basata sul colore della pelle ora è basata
sulla specie.
Si chiami il nostro comportamento etico o si chiami repellente, dobbiamo
anteporre la vita umana fatta a immagine e somiglianza di Dio, alla vita
animale che, anche fosse a somiglianza di San Francesco (considerato che
il santo chiamava gli animali fratelli ma, evidentemente, si sbagliava),
più importante è la somiglianza di noi umani con Dio e Dio è più
importante, inoltre ci permette ogni cosa.
Viene naturale dichiarare con Nietzsche che siamo umani, troppo umani e
continuare così la nostra avventura terrestre coltivando guerre,
oscenità, orrori, violenza...e dimenticando che siamo un anello della
catena che unisce tutti gli esseri viventi del nostro meraviglioso ma
pur sempre e purtroppo, sanguinoso pianeta.
Ad maiora.
Firenze, 26 marzo 2026