Egregio sindaco di Olbia, Settimo Nizzi
lei dovrebbe sapere che non è legale la sua brillante idea di emettere
un'ordinanza per vietare che i suoi concittadini sfamino i cani randagi.
Vuole far morire i cani di fame? Allora andrebbe incontro alle sanzioni
previste dall'art. 544 ter C.P. e della
Legge 6 giugno 2025,
n. 82, sul maltrattamento degli animali e lei, come
sindaco, non riceverebbe certamente una buona considerazione oltre che
un regolare ricorso al TAR.
Il randagismo non si combatte lasciando gli animali morire di fame ma
sterilizzandoli affinchè non si riproducano, dandoli in adozione
affinchè abbiano qualcuno che li tuteli ma, soprattutto, controllando il
comportamento dei suoi concittadini che non possono abbandonare cani e
gatti come fossero bottiglie di plastica o sacchetti di nylon.
Gli animali d'affezione sono tutelati dalla legge nazionale 281/91, che
lei dovrebbe ben conoscere, vivono nelle nostre case, ci fanno
compagnia, ci aiutano, ci amano e abbandonarli è il comportamento più
degradante, indegno e crudele che un umano può fare nei confronti di un
essere innocente
https://www.gabbievuote.it/il-cane-1.html
La giurisprudenza, nel tempo, ha annullato ordinanze analoghe
affermando che nessuna norma può vietare di alimentare i cani randagi (e
i gatti liberi) anzi, per migliorare la situazione devastante che gli
animali vivono nel sud Italia e nelle isole, è stata emessa la circolare
del 14 maggio 2001 n. 5 dal Ministero della Sanità che ha istituito il
cane di quartiere.
Questa figura viene ufficializzata e rappresenta un cane che vive libero
ma è ufficialmente riconosciuto dal Comune, sterilizzato, vaccinato e
microchippato. Gli abitanti del quartiere, supportati dai volontari, si
occupano di garantirgli cibo, acqua e riparo.
Per tutto quanto ricordato, la invitiamo a ritirare la sua delibera
evitando di dimostrare la mancanza di conoscenza di una legge nazionale
che, come tutte le leggi deve essere rispettata, e quindi l'illegalità
di una sanzione al cittadino che invece la rispetta e che non potrà mai
essere sanzionato se distribuisce cibo agli animali d'affezione .
La sua guerra dovrebbe essere rivolta a chi abbandona gli animali, a chi
li maltratta, a chi viola le leggi.
Ci auguriamo una riflessione.