32-Verità sulla caccia in Italia
Lettera inviata alla Commissione europea
Gentili signori
tenendo conto che tutti noi dovremmo trattare solo di VERITA',
proponiamo le nostre considerazioni sulla CACCIA in Italia sulla quale
vi invitiamo ad accertare queste VERITA'.
La caccia, in qualunque modo si chiami: controllo, contenimento,
prelievo, abbattimento, rimozione, eradicazione tutti termini dietro i
quali si nasconde, come effetto placebo, significa ammazzare, uccidere,
togliere la vita a milioni di vite che vogliono vivere.
Queste vite uccise, secondo l’Associazione internazionale Komitee gegen
del Voe-gelmord (www.komitee.de) superano in Italia i 17 milioni di capi
all’anno. Secondo altre stime sono molte di più, oltre ai dati del
bracconaggio che evidentemente sfuggono alle statistiche ufficiali.
Il declino delle specie cacciate rappresenta una preoccupazione
crescente per la conservazione della biodiversità in Italia e in Europa.
Inoltre, lo sterminio dei migratori abbattuti sul suolo italiano fa
ribollire di rabbia quei paesi europei ed extraeuropei che, invece, si
sforzano di tutelare concretamente gli animali di passaggio, considerati
bene di tutta l’umanità. Per questo il Belpaese è stato definito “il
cimitero della fauna d’Europa”.
Dobbiamo sempre tener presente che la caccia è una concessione, non un
diritto, che lo Stato rilascia ai cittadini richiedenti, secondo precise
regole, parametri e requisiti, infatti l'art. 1 della legge 157/92
afferma che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed
e' tutelata nell'interesse della comunita' nazionale ed internazionale.
Per prima cosa ricordiamoci che la Corte Costituzionale ha sentenziato
che "l'ambiente è valore rilevante per la comunità mentre la caccia è
mera facoltà di un gruppo". Quindi se si parla di ambiente, tutti i
cittadini dovrebbero avere la parola per opporre a quella mera facoltà
di un gruppo la loro visione giuridica, scientifica ed etica essendo gli
animali esseri viventi, senzienti, tutelati da molte leggi e direttive:
l'art. 9 della Costituzione Italiana: "...... La
legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali";
la tutela non la distruzione;
l'art. 1 comma 1 della citata legge 157/92: "La
fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata
nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale";
Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), adottata
nel 1992;
Agenda Onu 2030 sottoscritta nel settembre 2015
dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, ingloba 17 Obiettivi per lo
Sviluppo Sostenibile tra cui il 15.5 "Intraprendere azioni
efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli ambienti naturali,
arrestare la distruzione della biodiversità e, entro il 2020, proteggere
le specie a rischio di estinzione"
;
Green Deal europeo, lanciato nel
2019, mira a proteggere e ripristinare l'ambiente naturale,
convertendo il 30% del territorio e dei mari in aree
protette;
Convenzione sulla diversità biologica (COP 16)
del 2025 Colombia/Roma, ha evidenziato 1 milione di specie a
rischio e gravi ritardi nell'applicazione delle strategie di tutela in
Europa e Italia.
Direttive europee (Uccelli e Habitat);
Regolamento Reach;
......
Il 18 agosto 2024 è entrata in vigore in Europa la Nature Restoration
Law, segnata dall'opposizione di alcuni Stati membri tra cui
l'Italia. Legge richiesta da 1 milione di cittadini, 100 imprese,
600 scienziari e 200 ONG per la protezione e il ripristino degli
ecosistemi europei introducendo il reato di ecocidio.
La legge stabilisce che, entro due anni dalla sua entrata in vigore,
ogni Stato Membro si doti di un Piano di Ripristino e, oltre a stabilire
date precise per il raggiungimento degli obiettivi ovvero il recupero
della biodiversità e degli habitat naturali, definisce anche alcuni
indici importanti per la conservazione della biodiversità in ambiente
agrario e forestale declinando un target specifico, giuridicamente
vincolante per gli Stati Membri.
Sul sito della Commissione Europea si legge:
La metà di tutte le specie di uccelli, mammiferi,
rettili, anfibi e pesci è scomparsa negli ultimi 50 anni;
Oltre 200.000 decessi umani ogni anno in Europa, sono
causati dall'inquinamento atmosferico;
Ogni euro investito nel ripristino della natura
frutta almeno 4 € di benefici.
PREMESSA
Il mondo non è popolato da una sola specie (Homo sapiens) ma da
un'infinità di creature che respirano, sentono, provano paura, dolore,
angoscia, amore...Che hanno memoria del male ricevuto, discernimento,
riconoscenza, coscienza.
1) Da tener conto delle osservazioni che la Commissione Europea ha
indirizzato al nostro Governo, ancor prima che il DDL. 1552 peer la
caccia venga approvato, con la lettera perentoria del dicembre 2025
finora volutamente ignorata dai ministri
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/caccia-scoperta-lettera-della-commissione-ue-che-boccia-il-ddl-lollobrigida/
-
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/08/ddl-caccia-ue-bocciatura-governo-notizie/8378475/
2) Dal 2000 al 2025, in Italia, il 71% degli uccelli è in declino
significativo e abbiamo perso l'80% degli habitat naturali
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/pianura-silenziosa-escono-i-dati-del-2025-sulle-popolazioni-di-uccelli-legate-agli-ambienti-agricoli
3) Secondo il WWF il 60% della biomassa dei mammiferi sul pianeta è
costituito dai bovini e suini da allevamento, il 36% da umani e
appena il 4% da fauna selvatica
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/wwf-lancia-report-su-pianeta-allevato/
4) I cacciatori in Italia nel 2025/2026 (tesserini venatori) sono
429.484
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/06/cacciatori-italia-numeri-reali-notizie/8496827/
in Toscana 58.854 (prima tra le regioni) mentre, secondo IPSOS, il 91%
degli italiani vorrebbe la caccia abolita
https://askanews.it/2026/09/16/caccia-sondaggio-ipsos-doxa-91-italiani-ne-chiede-labolizione/
5) Ogni anno, più di un milione e mezzo di euro sono destinati a
finanziare l’attività ludica venatoria che si diverte a sparare alla
fauna selvatica
https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2025/08/21/come-lo-stato-regala-i-nostri-soldi-alle-associazioni-venatorie/
ma non le associazioni di tutela animali che non ricevono quasi mai
finanziamenti statali diretti e fissi per le loro attività, con
volontari che recuperano animali feriti, malati, abbandonati e si
sostengono con la loro buona volontà, il loro tempo, la fatica e
l'aiuto di cittadini donatori. Quindi denaro/sì per uccidere, denaro/no
per salvare.
6) Se l'uomo non intervenisse o non fosse intervenuto secondo i propri
interessi, il vero controllo sarebbe stato quello della legge biologica
della "capacità portante"
https://www.copyr.eu/igiene-ambientale/blog/capacita-portante-di-un-ecosistema-e-gestione-di-una-popolazione-infestante/
alla quale sono sottoposti tutti gli animali e che stabilisce il numero
massimo di individui di una particolare specie che un determinato
ecosistema può supportare a lungo termine, senza che le risorse naturali
vengano degradate o distrutte.
7) Constatiamo che gli animali sono ancora considerati per la loro
utilità o inutilità e non per coloro che in realtà sono: esseri viventi,
senzienti (art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea
TFUE) e con coscienza (Dichiarazione di Cambridge del 2012 e
Dichiarazione di New York del 2024 firmate dai massimi scienziati
mondiali
https://www.thinkdog.it/dichiarazione-new-york-coscienza-animali/ ),
così facendo ci uniformiamo allo schiavismo, al razzismo, al sessismo
aggiungendo l'ultimo "ismo", lo specismo e dimenticando che siamo tutti
anelli della stessa catena, Teoria del caos, e come dice
l'Organizzazione Mondiale della Sanità OMS: Esiste una sola salute, One
Health, ovvero interdipendenza tra la salute umana, animale e
ambientale.
8) La fauna selvatica non è la sola vittima dei cacciatori, anche i loro
cani, animali d'affezione, protetti dalla legge 281/91 e 189/2004
vengono sacrificati a migliaia dalla caccia
https://gabbievuote.it/cani-dei-cinghialai-in-maremma.html.
9) Vittime dei cacciatori sono anche gli umani e gli animali
domestici. Secondo l'Ass. Vittime della Caccia ecco i numeri
https://www.vittimedellacaccia.org/avc-dossier-2025-2026-intro/ . A tal
proposito l'Osservatorio AVC
https://www.vittimedellacaccia.org/avc-dossier-2025-2026-reati-venatori-abuso-armi-fauna-selvatica/
nell'ultima stagione venatoria 2025-2026 ha registrato: 46 vittime umane
(42 in ambito venatorio, 4 in ambito extravenatorio, di questi 1 morto e
9 feriti estranei alla caccia), Inoltre 14 gatti e 44 cani morti o
feriti. Le regioni maggiormente colpite e responsabili di fatti di
sangue per l'attività venatoria, sono state Piemonte e Sicilia con 7
casi ognuna, seguono la Toscana con 6 casi e la Sardegna con 5. Ma,
mentre l'omicidio stradale è stato inserito nel codice penale (art.
589bis), l'omicidio venatorio è ancora sotto silenzio. Forse perchè tale
morte è considerata "effetto collaterale"? Dal 2007 i morti
umani in Italia sono stati 479, minori compresi, i feriti 1357 con un
totale di 1836 persone colpite!
10) Incidenti stradali registrati nel 2024 in Italia, secondo i dati
raccolti da Osservatorio Asaps: provocati da persone sono 173.364 con
3.030 morti e 233.853 feriti, provocati da animali sono 199 con 14 morti
e 254 feriti (legge per l'omicidio stradale 41/2016 art. 589-bis c.p.)
11) l'Italia è il primo produttore a livello europeo di armi da
caccia ed è anche uno dei maggiori produttori ed esportatori
mondiali; deve quindi vendere; infatti il settore viene descritto come
"un'eccellenza del made in Italy".
12) Gli animali colpiti dalle armi da fuoco o da trappole possono non
morire immediatamente, subendo dolore e stress prolungati; anche quelli
spaventati dall’attività venatoria subiscono elevate tensioni
psicologiche e fisiologiche. Infine, la gestione post-caccia può essere
crudele: animali feriti ma non recuperati muoiono lentamente e, in
alcuni casi, la macellazione sul campo non garantisce criteri di
umanità, ampliando la sofferenza anche per la mancanza dello stordimento
che invece ricevono gli animali d'allevamento. Non è maltrattamento?
Premesso quanto sopra, a seguito di un'audizione sul Piano Faunistico
Venatorio della Regione Toscana e considerando anche il DDL 1552 suo
fratello siamese, tra le tante obiezioni assurde, illegali e
crudeli da parte di chi con tanta facilità impugna un fucile per la
passione di uccidere esseri viventi e senzienti (che sono madri, padri,
compagni, coltivano relazioni, allevano e difendono i propri cuccioli,
soffrono dolori e persecuzioni...proprio come noi anche se con una
diversa etologia), vogliamo mettere in risalto le seguenti nefandezze,
incapacità e contraddizioni, sempre per chi ritiene di avere una mente
aperta, una coscienza invendibile e il coraggio di difendere le vittime,
nefandezze basate su realtà inconfutabili nonostante la
mistificazione delle parole.
Art. 842 C.C.
Grazie all'art. 842 C.C. emesso con Regio Decreto il 16
marzo 1942 (periodo fascista) mai abrogato, solo i cacciatori sono
autorizzati a entrare nella proprietà privata che l'art. 42 della
Costituzione Italiana definisce: La proprietà privata è riconosciuta e
garantita dalla legge....Quindi la legge non è uguale per tutti come
sentenziato dall'art. 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari
dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali.
Dal 2013 sono state presentate varie proposte di legge per le modifiche
all’art. 842, inutilmente e, parafrasando George Orwell, dovremmo
affermare che "tutti i cittadini sono uguali ma alcuni sono più uguali
degli altri".
La sentenza storica è la Herrmann contro Germania, pronunciata dalla
Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) il 26
giugno 2012.
Questa sentenza ha stabilito che l'obbligo, imposto dalla legge tedesca,
per i proprietari di piccoli terreni (inferiori a 75 ettari) di
tollerare la caccia sulle proprie proprietà viola il diritto di
proprietà previsto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
A seguito del caso Chassagnou, 29 aprile 1999, i proprietari terrieri in
Francia possono opporsi alla caccia sui propri fondi per ragioni di
coscienza ("opposition de conscience"), indipendentemente dalle
dimensioni del terreno, vietando l'ingresso ai cacciatori.
L’Italia, dopo la decisione del Consiglio di Stato, che con Sentenza n.
895/2026, pubblicata il 3 febbraio, ha accolto la richiesta di una donna
di Ravenna di escludere i suoi terreni dall’attività venatoria "per
motivi etici”. Nella sentenza 895/2026 viene ribadito che la legge
consente ai proprietari di richiedere la sottrazione dei propri terreni
dalla caccia fintanto che tale scelta non ostacoli concretamente
l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria, riconoscendo
espressamente la legittimità anche di motivazioni etiche e morali.
www.osservatorioagromafie.it/wp-content/uploads/sites/40/2026/02/cons-stato-895-2026.pdf
A
seguito di questa sentenza, a Santarcangelo nel 2026 sono partite le
prime richieste di alcuni residenti per ottenere il divieto di caccia
sulle loro proprietà. Hanno fatto seguito altre richieste come quella
del TAR di Pescara con la sentenza 254/2026.
Per quanto riguarda il rimborso dovuto ai proprietari terrieri, di cui
non si parla mai e che pochi conoscono (art. 15.1 della legge 157/92
“per l’utilizzazione dei fondi è dovuto ai proprietari o conduttori un
contributo da determinarsi a cura dell’amministrazione
regionale”.) e che nessuna regione ha mai rispettato
https://www.doctrine.it/norms/laws/itatextlm311x91cqu6x/articles/itaart9gphbtvmujsdfn,
a fine 2012, la Regione Veneto ha confermato ai proprietari il rimborso
per la servitù venatoria. Nel 2014 è stata promossa una class action da
800 cittadini vicentini. La giunta regionale non ha potuto fare a meno
di applicare la legge e con delibera 2910 del 30 dicembre 2013 ha
approvato un provvedimento pubblicato sul B.u.r. n. 14 del 4 febbraio
2014.
https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=291431
Se tutti i proprietari terrieri reclamassero il contributo a loro
dovuto per l'ingresso nella proprietà privata? Risulterebbe enorme il
debito delle regioni nei loro confronti
https://www.andreazanoni.it/news/cacciano-nel-tuo-terreno-q-hai-diritto-ad-un-rimborso/
Convenzione di Aarthus
La Convenzione di Aarthus del 1998 garantisce la partecipazione del
pubblico alla giustizia ambientale garantendo il diritto alla
trasparenza, ma i cacciatori (che uccidono) vengono coinvolti
nelle decisioni, gli ambientalisti/ecologisti/animalisti (che salvano)
no.
Sono 55 le associazioni tra cui Fotografi Naturalisti Italiani, Medici
per l'Ambiente, GRIG Gruppo di Intervento Giuridico, oltre 10 società
scientifiche italiane legate all'ambiente e alla conservazione (tra cui
ecologi, zoologi ed etologi), attori come Massimo Wertmüller, Giovanni
Storti https://www.youtube.com/watch?v=3BbLbHvYQLg, Licia Colò,
Daniela Poggi, Marisa Laurito, Giordano Bruno Guerri
https://www.wwf.it/pandanews/societa/politica/caccia-anche-bruno-guerri-si-unisce-alla-protesta-contro-la-proposta-di-legge/,
ecc. e i tantissimi cittadini esclusi dalle analisi e non invitati alle
discussioni.
D'altra parte come può essere diversamente se il Ministro, incaricato a
governare la fauna selvatica è egli stesso un cacciatore, figlio di
cacciatori, nipote di cacciatori? Non dovrebbe ciò riflettere un
conflitto di interessi
https://www.anticorruzione.it/-/conflitto-di-interessi ? Conflitto del
dovere di imparzialità della Pubblica Amministrazione (Art. 97
Costituzione)?
PIOMBO
Il piombo è un veleno potentissimo. La "Convenzione di Quito", tenutasi
a Quito, in Ecuador, nel novembre 2014 a cui ci si riferisce solitamente
in relazione al piombo, è la Conferenza delle Parti della Convenzione
sulle Specie Migratorie (CMS COP11). Doveva essere eliminato entro il
2017.
Sulla base di un calcolo effettuato sul numero medio di colpi esplosi
annualmente da ciascun cacciatore, uno studio ISPRA
https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/rapporto_158_2012_rev2.pdf
ha stimato in 10.000 tonnellate il piombo disperso in Italia nel 2006
https://fondazionecapellino.org/hubfs/Dossier%20caccia%20Fondazione%20Capellino%202025-3.pdf?hsLang=it
- , oggi leggermente diminuito per il diminuire del numero di
cacciatori.
Ma ogni anno in Europa vengono ancora disperse 44.000 tonnellate di
munizioni e pesi contenenti piombo che avvelenano la fauna selvatica,
contaminano l'acqua, il suolo e le filiere alimentari mettendo a rischio
la salute di noi umani; al piombo si aggiungono le tonnellate di
plastica e microplastica dei bossoli non raccolti dai cacciatori, che
avrebbero l’obbligo di farlo; la Commissione europea ha proposto, al
Comitato Reach, di estendere il bando delle munizioni da caccia in
piombo a tutti gli habitat; in tale sede, sono state approvate
risoluzioni vincolanti per bandire l'uso del piombo nelle munizioni da
caccia.
Il piombo è stato classificato dall’OMS come “uno dei peggiori problemi
ambientali del mondo”. Viene definito una potente neurotossina, una
delle sostanze chimiche più pericolose, per la quale non esiste una
soglia di esposizione sicura. È causa di oltre 1 milione di morti umani
all'anno
https://www.cdt.ch/news/mondo/avvelenamento-da-piombo-un-milione-di-morti-allanno-296955,
provocando gravi danni permanenti allo sviluppo cerebrale infantile,
ipertensione e malattie renali negli adulti.
Inoltre bastano 2 o 3 pallini scambiati per granaglie per provocare la
morte di un uccello di media taglia, come un’anatra e si stima che
vengano uccisi in Europa, dalla tossicità del piombo, circa 1 milione di
uccelli ogni anno, ai quali si aggiungono altri 3 milioni che soffrono
di disfunzioni al sistema immunitario e riproduttivo
https://www.hunting-log.it/it/article/piombo-il-futuro-della-caccia-passa-dalla-responsabilita
Il piombo è’ stato eliminato dalla benzina, dai giocattoli, da vernici,
lattine, tubature, colle, solventi, leghe per saldature, condotte
idrauliche, bigiotteria, tipografia, ceramiche, prodotti sanitari…. non
ancora dalle cartucce
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/a-milano-una-mostra-sui-danni-provocati-dal-piombo/
La Commissione europea ha proposto al Comitato Reach di estendere il
bando delle munizioni di piombo, attualmente in vigore ai soli terreni
umidi, a tutti gli habitat
https://www.normachem.com/it/normachem-informa/notificata-alla-wto-la-proposta-ue-per-estendere-la-restrizione-reach-sul-piombo
https://www.abolizionecaccia.it/wp-content/uploads/2023/02/DEFINITIVO-64mb.mp4
Mentre i cacciatori dicono che "non ci sono alternative", le alternative
ci sono: l'acciaio (ferro dolce), il bismuto, il tungsteno e il rame.
L'introduzione di queste leghe alternative (note come munizioni
lead-free) è diventata fondamentale a causa delle normative europee che
vietano l'uso del piombo nelle zone umide, divieto che verrà esteso
ovunque. La Danimarca è stato il primo stato al mondo a vietare
totalmente l'uso, il possesso e il commercio di munizioni al piombo per
qualsiasi utilizzo. Altri paesi applicano restrizioni rigorose ma non
ancora totali.
Nel Febbraio 2026 la Commissione Europea ha espresso riserve sulla
conformità della normativa italiana , ritenendola potenzialmente troppo
permissiva rispetto al regolamento REACH. Questo ha portato l'Italia
verso un possibile ulteriore deferimento alla Corte di Giustizia
all'inizio del 2025.
La recentissima buona notizia è che i Parlamento europeo ha vietato
definitivamente il piombo
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/10/09/news/caccia_parlamento_europeo_vieta_piombo_pallini_inquinamento-425636160/amp/
-
https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/76566-fauna-selvatica-stop-al-piombo-e-alla-caccia-in-deroga.html
RICHIAMI VIVI
La Direttiva Uccelli dell’Unione Europea (2009/147/CE) vieta, salvo
deroghe (provate e scientifiche) facili da emanare, la cattura di
uccelli selvatici e il loro utilizzo come richiami vivi che servono per
attirare uccelli liberi che vengono poi uccisi.
Uccelli che vivono in gabbie di dimensioni ridottissime e sono costretti
a pratiche che alterano profondamente il loro ciclo biologico. Tra
queste, la permanenza per mesi al buio e al freddo, in modo da impedire
loro di volare e di esprimere i propri comportamenti naturali. vivono
tra i loro escrementi (rimossi raramente), disposti all’interno di
scantinati umidi e malsani. Molti di questi uccelli muoiono all’arrivo,
altri rifiutano di mangiare o non tollerano il nuovo mangime, altri
sbattono le ali e si feriscono fino alla morte, altri si lasciano
deperire. Nel tempo i muscoli dei sopravvissuti si atrofizzano, non sono
più capaci di volere, la coda si è rotta a furia di sbattere contro la
gabbia, le zampe si ricoprono di piaghe ed ulcere, le penne
scompaiono. Al momento giusto sono portati nelle zone di caccia,
dove il loro canto – stimolato attraverso luci artificiali o altre
tecniche stressanti – attira i loro simili nella traiettoria di sparo
dei cacciatori. Ci chiediamo: ma non è maltrattamento, non rientra
nella legge specifica (Legge 20 luglio 2004, n.189 - Legge 6 giugno
2025, n. 82)?
In Europa l’uso dei richiami vivi è ormai fortemente limitato,
https://ali.ong/rivista/diritto/richiami-vivi-cosa-sono-e-qual-e-la-disciplina-italiana/
.Una pratica medievale abolita da decenni nella stragrande maggioranza
dei paesi europei ma sopravvive in Italia. Alcune regioni, come il
Piemonte, hanno scelto di vietarne l’impiego, sollevando il dubbio sul
perché altre non adottino la stessa posizione. In Italia si avanza
l'ipotesi delittuosa di cui all’art.544-ter c.p., e che risulta
espressamente vietata dalla Direttiva 79/409/CEE, oggi 2009/147/CE,
allorquando si ricorra, come in effetti si ricorre, a mezzi di cattura
non selettivi, quali le reti, le trappole o il vischio. Da ricordare che
i richiami vivi si usano soprattutto negli appostamenti fissi.
Le specie utilizzate come richiami vivi sono passate da 7 a 47. Divieti
in atto (stagione 2025-26) sono in Veneto che ha posto divieti di
spostamento e uso in specifiche zone di rischio
https://www.oipa.org/italia/caccia-richiami-vivi/
Proprio perché la pratica è crudele, se non una vera forma di tortura
per gli uccelli, la Corte di Cassazione ha emesso più volte sentenze di
maltrattamento per un metodo barbaro e arcaico come contro la Toscana
che nel 2010 ha ricevuto una dura sentenza. Perfino il Presidente del
Consiglio dei Ministri ha promosso ricorso alla Corte Costituzionale nei
confronti della legge Toscana.
E in Toscana, la regione solidale con la crudeltà, sollecita l'uso di
richiami vivi con premi per i cacciatori che li utilizzeranno con
aumenti di carniere. Tipo di caccia condannata per comportamento barbaro
e arcaico dalla Corte di Cassazione con sentenze 2341/13, con la
sentenza della Cassazione penale n. 20221/2022 che condanna: “La
detenzione di uccelli in gabbie talmente piccole da cagionare il
danneggiamento e l'avulsione del piumaggio, ed il loro impiego
nell'attività venatoria quali richiami vivi, fuori dai casi e dai modi
consentiti dagli artt. 4 e 5 della legge 11 febbraio 1992, n. 157,
costituiscono sevizie insopportabili per le caratteristiche etologiche
dell'avifauna, tali da integrare non già la contravvenzione di cui
all'art. 727 cod. pen., ma il delitto di maltrattamento di animali di
cui all'art. 544-ter cod. pen..”
https://renatodisa.com/la-detenzione-di-uccelli- ...., video
https://www.youtube.com/watch?v=oaAuQ19oCZc -
https://www.youtube.com/watch?v=J4TpVNeG-xE -
https://www.youtube.com/watch?v=l0b-uMDGTfY -
https://www.youtube.com/watch?v=E9rfgqahQZE - L’uso degli
uccelli come richiami vivi è stato giudicato incostituzionale.
La caccia dagli appostamenti fissi, nei quali si usano gli uccelli da
richiamo, viene definita dai cacciatori e adepti: una caccia antica,
trasudante passione e tradizione. Come se la tradizione di
uccidere gli animali seduti comodamente in un capanno debba essere
perpetuata tipo le lotte dei gladiatori che tanto piacevano agli antichi
romani. Dov'è la differenza? La differenza c'è: i gladiatori rischiavano
la loro vita i cacciatori da appostamento stanno comodamente in attesa
di sparare per godere dell'orgasmo derivato dalla morte che provocano.
Un appostamento è una struttura mimetizzata e confortevole dove il
cacciatore attende in silenzio gli animali da uccidere. Ne chiede
l'autorizzazione alla regione che la concede dietro compenso di ca 56
euro per il 2026, in Toscana. Quindi per oltre 12.000 appostamenti fissi
quali sono quelli toscani, la regione percepisce l'importo di circa
700.000 euro ogni anno.
Secondo la verità dei cacciatori, gli appostamenti fissi sono
"preziose oasi di biodiversità" e non trappole mortali per gli
animali come in realtà sono. Oasi di biodiversità che loro si
accaparrano con violenza sottraendole alla natura e ai loro abituali
abitanti. Quindi non luoghi di vita ma di morte. Le parole diventano
tranelli, manipolazioni, falsità per giustificare atti barbari.
Questa caccia incide particolarmente sull' avifauna
migratoria.
CACCIA ALLA VOLPE IN TANA
La caccia alla volpe in tana dovrebbe rientrare nell’art. 544-bis del
Codice Penale come tortura e maltrattamento prima della morte di un
essere vivente, ma la caccia alla volpe essendo permessa equivale a una
legge che non è uguale per tutti. A questo animale e ai suoi cuccioli si
procurano sofferenze terribili che anche la sentenza della
Cassazione penale n. 1918/26 condanna specificando pure che sono
punibili anche “quelle condotte che incidono sulla sensibilità
psicofisica dell’animale procurandogli dolore e afflizione”
Perfino nel Regolamento (UE) n. 1143/2014 per le specie aliene invasive
soggette a eradicazione si parla di soppressione indolore mentre
per la volpe, poiché si caccia ovvero si uccide per divertimento, la
sofferenza deve esistere. Dipende da come si vogliono interpretare le
leggi.
Ma perchè si vuole cacciare la volpe? Perchè è colpevole di nutrirsi
della fauna pronto caccia: in particolare, lepri e fagiani
semi-domestici che vengono acquistati per i ripopolamenti venatori.
La caccia della volpe in tana rappresenta poi la più ignobile crudetà e
vigliaccheria dell'essere umano, cacciatore e patrocinatore di
cacciatori.
La mamma volpe viene stanata dai cani e costretta a uscire dalla tana
per essere ammazzata oppure cerca di difendere i suoi cuccioli morendo
sbranata dai cani che a loro volta sono a rischio ferite e lesioni.
La volpe difenderà fino alla morte i suoi volpacchiotti e se stessa e,
rimanendo avvinghiata ai cani sarà impossibile finirla con uno sparo.
Altrettanto dolorosa sarà la fine dei cuccioli nel caso improbabile
riescano a scampare all’attacco di cani e cacciatori perché, rimasti
soli, moriranno di fame e di stenti
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/leiene/bracconaggio-la-vergogna-della-caccia-coi-cani-alla-volpe_FD00000000070354
- https://www.youtube.com/watch?v=wpu82HjPlLc -
https://www.iene.mediaset.it/2019/news/caccia-volpe-tana-cani-emilia-romagna-animalisti_436495.shtml
Molte volte il TAR e il Consiglio di Stato hanno sospeso questa
caccia condannata anche dalla Corte di Cassazione con sentenza
1918/26
https://mediasetinfinity.mediaset.it/news/leiene/caccia-alla-volpe-in-tana-scoppia-la-polemica_SE00000000001_tn2602
Ci sono già delle leggi che proibiscono il maltrattamento e il
combattimento fra animali ma la caccia in tana ancora non è vietata
anche se rientra a pieno titolo nelle leggi italiane ed europee contro
il maltrattamento in quanto configura comportamenti di crudeltà.
Inoltre, la Corte di Cassazione penale, pur riconoscendo la volpe come
specie cacciabile nel calendario venatorio, ha ribadito che il controllo
numerico della volpe deve preferire metodi ecologici.
E' una caccia eticamente inaccettabile e non supportata da dati
scientifici di necessità ma solo dal depravato piacere di provocare
sofferenza https://www.vittimedellacaccia.org/volpi/.
HABITAT
L'obiettivo 15 dell'Agenda ONU 2030 Vita sulla Terra, mira a
"proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli
ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere
la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del suolo e
fermare la perdita di biodiversità entro il 2030"
https://asvis.it/goal-15-vita-sulla-terra/
Ma l'indice italiano mostra un andamento costantemente negativo. Da uno
studio dell'ISPRA risulta che il 67% degli habitat è in cattivo o
inadeguato stato di conservazione e non per cause naturali, e che
l'Italia è al primo posto in Europa "per numero di casi pendenti o
giudicati presso la Corte di Giustizia Europea e l'ambiente rappresenta
l’ambito di inadempimento più frequente".
https://www.isprambiente.gov.it/it/istituto-informa/comunicati-stampa/anno-2014/habitat-sotto-stress-in-italia-una-specie-su-due-e-a-rischio
Da considerare che anche la Nature Restoration Law (non votata
dall'Italia) approvata il 18 agosto 2024 e che entrerebbe in vigore il
18 agosto 2026, stabilisce che entro il 1 settembre 2026 tutti i Paesi
devono presentare alla Commissione europea i piani nazionali di
restauro poichè sono obbligati a ripristinare almeno il 20% delle aree
terrestri e marine degradate entro il 2030 estendendo il ripristino a
tutti gli ecosistemi compromessi entro il 2050
https://www.lipu.it/news/legge-ripristini-natura-ecco-la-guida-delle-associazioni-la-redazione-piano-nazionale-efficace
Il rapporto più recente dell'Agenzia europea per l'ambiente "Europe's
Environment 2025", mostra che nell'UE l'81% degli habitat è in uno stato
di conservazione inadeguato (poor) o cattivo (bad).
Il Parlamento europeo guarda con favore agli obiettivi fissati per il
2030 consistenti nel destinare almeno il 25% dei terreni agricoli
esistenti all'agricoltura biologica, nonchè a eliminare l'uso di
pesticidi chimici
https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20200519STO79422/tutelare-la-biodiversita-in-europa-la-strategia-dell-ue
Un esempio regressivo: il PFVR toscano cammina al contrario, non aumenta
di 1 mq la quota di territorio regionale destinato alla protezione della
fauna selvatica che resta al 23%, anzi: non interviene vietando
l'attività venatoria nel Padule di Fucecchio, nè nel Lago di
Massaciuccoli e negli Stagni della Piana fiorentina e pratese con
l'aumento dell'area protetta.
ISPRA
L'Organo scientifico ufficiale di valutazione faunistico/ambientale
quale l'ISPRA (Istituto superiore per la ricerca ambientale) è stato
equiparato al Comitato tecnico-faunistico-venatorio nazionale, formato
dalle associazioni di cacciatori maggiormente rappresentative. Alla
faccia della democrazia.
ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale, è stato istituito con la legge 133/2008 ed è un ente
di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico,
autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale,
amministrativa, patrimoniale e contabile.
Il PFVR toscano (come altri in Italia) disattende il parere dell'ISPRA e
lo sostituisce con atti politici imitando il DDL 1552 che ridimensiona
il suo potere consultivo delegandolo al Comitato Tecnico Faunistico
Venatorio Nazionale che, naturalmente, rappresenta un conflitto di
interessi.
SPECIE IN SOFFERENZA
Ricordiamo che l'Italia è sotto osservazione ed ha in corso una
procedura EU Pilot per l'assenza di misure efficaci di contrasto al
bracconaggio e alla caccia di specie in declino.
L'Italia è al primo posto in Europa per bracconaggio dell'avifauna che è
in costante aumento.
Tener conto della:
Direttiva Uccelli 79/409/CEE che protegge le 500 specie di uccelli
selvatici presenti in natura nell’UE.
L'Art.7 prevede che non devono essere cacciate specie durante il periodo
di nidificazione, nè durante le fasi della riproduzione e della
dipendenza e per le specie migratrici durante il periodo di riproduzione
e ritorno al luogo di nidificazione.
Già con sentenza n. 1054 del 23 febbraio 2009, il Consilgio di Stato
ha dichiarato illegittima la caccia in deroga degli uccelli
migratori .
Direttiva Habitat 92/43/CEE che assicura la conservazione di un’ampia
varietà di specie animali e vegetali rare, minacciate o endemiche e
circa 200 tipi di habitat rari.
Al punto 15.5 dell'obiettivo 15 dell'Agenda ONU 2030 si legge:
"Intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli
ambienti naturali, arrestare la distruzione della biodiversità e
proteggere le specie in via di estinzione"
https://unric.org/it/obiettivo-15-proteggere-ripristinare-e-favorire-un-uso-sostenibile-dellecosistema-terrestre/
Viene confermato dalla Lipu, con Farmland Bird Index (FBI) - Febbraio
2026
https://www.lipu.it/news/farmland-bird-index-26-anni-33-uccelli-nelle-campagne-urgente-piano-ripristino-anche-ambito
che coinvolge ogni anno centinaia di rilevatori e scienziati, il grave
declino del 71%, di uccelli negli ambienti agricoli tra cui le
specie più colpite includono la rondine (-51%), l'allodola (-54%), la
passera d'Italia (-64%), il Saltimpalo (-71%), il Calandro (-73%) e il
Torcicollo (-76%), la pavoncella..... nonchè il combattente, la moretta,
il moriglione, la tortora selvatica, ......... la starna, quasi estinte
allo sato selvatico sul territorio toscano. Nonchè la lepre italica.
Il declino è dovuto anche ad agricoltura intensiva, con la perdita
di quegli elementi del paesaggio agricolo (siepi, specchi d'acqua,
fioriture, insetti) e l' uso ancora smodato di pesticidi chimici
https://www.reterurale.it/downloads/ITA_Brochure_Farmland_Bird_Index_new.pdf
Il Parlamento europeo il 24.2.25 ha definito critica la situazione
in Europa (dati UICN/PE): Circa 1.677 specie a rischio di estinzione,
tra cui il 17% dei mammiferi, il 13% di uccelli, insetti
impollinatori, pesci e il 58% di alberi endemici a rischio
https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20200519STO79424/biodiversita-i-dati-sulle-specie-a-rischio-in-europa-infografica.
In Italia sono 266 le specie a rischio estinzione
https://www.fondazioneuna.org/news/animali-a-rischio-estinzione/
La Corte Costituzionale italiana ha spesso condannato le regioni per
norme che prevedevano deroghe illegittime in materia di caccia, in
particolare per quanto riguarda l'anticipazione o la proroga dei
calendari venatori, il prelievo di specie protette o l'abbattimento di
fauna selvatica al di fuori dei limiti stabiliti dalla legge nazionale e
dalle direttive europee.
METODI INCRUENTI
Secondo la Direttiva Uccelli 2009/147/CE e la Direttiva Habitat
92/43/CEE che impongono una tutela rigorosa della fauna selvatica, le
deroghe sono ammesse solo in casi eccezionali, debitamente motivati,
monitorati e in assenza di alternative praticabili.
Invece i Piani faunistici venatori basano il cosiddetto contenimento
ovvero prelievo, ecc. tramite i fucili, ossia con la morte degli animali
e, naturalmente, con la loro angoscia e agonia per la quale
nessuna legge potrà mai intervenire.
Il TAR della Lombardia ha respinto, purtroppo ad uccisione avvenuta, per
illegittimità, l'uccisione in deroga di fringuelli e storni specie
protette (sentenza n. 976 del 2 marzo 2026, sez. Milano)
https://https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/03/tar-lombardia-caccia-deroga-uccelli-protetti-oggi/8311935/.
Violata la legge nazionale 157/92 e la Direttiva Uccelli 2009/14/CE sul
concetto di soluzioni alternative confermando l'insussistenza di tale
principio in quanto "la giurisprudenza comunitaria è costante
nell'affermare che l'onere di dimostrare l'assenza di tali soluzioni
alternative gravi sull'autorità che intende disporre la deroga la quale
deve fornire motivazione precisa circostanziata e adeguata basata su
dati scientifici e istruttori completi".
Tenendo conto della sentenza suddetta, ci domandiamo: la Regione Toscana
che per l'uso di metodi ecologici o non cruenti come indicato nelle
Direttive europee e nella legge 157/92, cita l'esperienza del 2022, si
sente in regola? Li ha presentati tali metodi, sono debitamente
motivati, monitorati?????
Addirittura il Piano prospetta che i metodi incruenti, in quanto
potenzialmente efficaci, si possono utilizzare non in alternativa ai
cruenti ma con impiego contemporaneo. Evidentemente lo spirito della
legge è caduto nel precipizio dell'irrazionalità.
I metodi incruenti sono stati usati con efficacia, nei confronti del
lupo e nell'equilibrio della biodiversità, dal Parco delle Foreste
Casentinesi
https://fondazionecapellino.org/it/parco-nazionale-delle-foreste-casentinesi
e dal Parco di San Rossore
https://www.parcosanrossore.org/project/equilibrio-ecologico-della-fauna-selvatica/
CINGHIALI (E ALTRI UNGULATI)
I cinghiali sono le prede preferite del cacciatore o controllore o
mercificatore o ........perchè sono facili da cacciare, la loro
uccisione regala un piacere senza limiti
https://www.all4shooters.com/it/caccia/storie-viaggi-cultura/caccia-al-cinghiale-braccata-o-selezione/,
sono gustosi da mangiare, si allevano, si possono comprare on line, si
possono introdurre illegalmente
ovunque,.........https://www.lecarnidelbosco.it/ -
Dopo gli anni '70 del novecento quando la popolazione dei cinghiali in
Italia aveva raggiunto i minimi storici, il sovrappopolamento lentamente
si è insinuato tra questi ungulati e con i i piani venatori il cinghiale
è costantemente perseguitato grazie alle deroghe che non muoiono mai.
La selezione al cinghiale è permessa tutto l'anno, sette giorni su
sette, anche di notte e gli esemplari che sopravvivono alle fucilazione,
hanno vita breve e si disperdono con la frammentazione dei gruppi
sociali.
Sono stati sterminati in Toscana, durante i 20 mesi della legge
obiettivo 10/2016. Mentre i capi abbattuti erano stati 79.330 nel 2015,
83.578 nel 2014 e 70.482 nel 2013, nel triennio della sua applicazione
(giugno 2016 settembre 2018) si sono avuti oltre 250.000 abbattimenti
tra cui: 198.337 cinghiali, 45.890 caprioli, 4.769 daini, 1.957
cervi e 393 mufloni. Ma, come l'araba fenice, rinascono dalle proprie
ceneri.
I cinghiali allevati in violazione della legge, vengono venduti anche on
line vivi e morti
https://www.subito.it/animali/cinghiali-in-purezza-palermo-309049286.htm
-
https://www.comune.graglia.bi.it/aree-tematiche/polizia-locale-di-graglia/macellazione-privati-autoconsumo
-
https://www.agriturismomattoni.it/selvaggina/index.html...https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/03/17/news/cinghiali_vivi_all_asta_la_rabbia_degli_animalisti_sono_animali_senzienti_-292682130/
per incrementare quella filiera alimentare che fa di un animale
selvatico, un animale d'allevamento.
I Piani venatori consentono la caccia notturna ma la Convenzione di
Berna, vieta l'uso di dispositivi di visione notturna e, in generale, la
caccia nelle ore notturne per la maggior parte dei mammiferi selvatici,
considerandola una pratica non selettiva e insidiosa.
Parlando della caccia in braccata dobbiamo ricordare che nel 2014 una
risoluzione approvata alla Camera, considerava dannosa questa forma di
caccia più diffusa per il prelievo del cinghiale. Quindi lo scopo era la
sua cancellazione
https://ecoaltomolise.net/proliferazione-dei-cinghiali-verso-cancellazione-braccata/#google_vignette
-
Molti studi, inclusi quelli citati in recenti sentenze come la sentenza
n. 170/2024 del TAR Marche (Sez. II), pubblicata il 26 febbraio 2024,
hanno sancito l'illegittimità dell'uso della braccata come metodo
di controllo selettivo del cinghiale in quanto tecnica non selettiva,
inefficace e dannosa per la fauna
https://www.cacciamagazine.it/controllo-del-cinghiale-per-il-tar-niente-braccata/.
Stesso risultato per il TAR della Toscana
https://www.abolizionecaccia.it/blog/tar-toscana-sospesa-caccia-al-cinghiale-in-braccata/
Non si è mai sentito parlare di metodi di contenimento alternativi
(sapendo da parte di scienziati emeriti che la caccia non diminuisce ma
aumenta le popolazioni) che pure esistono, senza doversi inventare
niente. Esempi? Recinti elettrificati, catarifrangenti,
cartellonistica stradale, colture dissuasive, sottopassi, dissuasori,
shelter (barriere tubolari), reti di rinforzo degli argini,
sterilizzazioni, metodi contraccettivi come in Inghilterra, in Australia
e anche in alcune parti d'Italia con buoni risultati
https://www.abolizionecaccia.it/blog/cinghiali-via-alla-sperimentazione-del-contraccettivo-gonacon/
-
https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/71977-gonacon-contraccettivo-sperimentale.html.
Ma lo vogliamo?
I veri rimedi non vengono presi in considerazione.
Da non dimenticare inoltre la gestione e l'uso crudele dei cani da
caccia al cinghiale, feriti, manipolati senza cura, uccisi e abbandonati
per i quali l'Università i Pisa, anni fa, ha organizzato un preciso
studio https://www.gabbievuote.it/cani-dei-cinghialai-in-maremma.html.
Con la caccia in braccata vengono feriti e uccisi barbaramente, oltre ai
cinghiali, numerosi cani con ferite ad effetto iceberg (Univeriisità di
Pisa); numerose sentenze hanno sospeso l'uso della braccata, video
https://www.youtube.com/watch?v=4SnhZYEckqo -
https://www.youtube.com/watch?v=iRUZtnYfH5s -
https://www.youtube.com/watch?v=e7g3hSnQKzI&t=27s -
https://www.youtube.com/watch?v=uKeeSeANbM8 -
https://www.youtube.com/watch?v=uKeeSeANbM8
https://www.youtube.com/watch?v=c_SOu4C-VRA -
Per i cinghiali si predispone una filiera per le carni degli animali
abbattuti preferibilmente con munizioni atossiche, con centri di
lavorazione della selvaggina, centri di raccolta/sosta della selvaggina
cacciata, cella frigorifera, macelli, per la cessione ad esercizi
di commercio al dettaglio; eppure l'art. 12 comma 6 della legge 157/92
recita: La fauna selvatica abbattuta durante l'esercizio venatorio
appartiene a colui che l'ha cacciata....
CACCIA SUI VALICHI MONTANI
Una caccia falcidiante per la fauna migratoria vietata dall'art. 21.3
legge 157/92 e sentenze varie come quella della Corte
Costituzionale n. 254/2022 contro la regione Lombardia seguita da quella
del TAR Lombardia n. 1516 del 2 maggio 2025 che ha imposto, con effetto
immediato, il divieto assoluto di caccia sui valichi che in Lombardia
sono ben 475
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/12/21/T-220254/s1 con un
raggio di 1000 metri dagli stessi.
https://www.youtube.com/watch?v=-dREyhxRUh4 - La fauna
migratoria Art. 7 Direttiva Uccelli 2009/147/CE che sostituisce la
79/409/CEE: Quando si tratta di specie migratrici, essi provvedono in
particolare a che le specie a cui si applica la legislazione sulla
caccia non vengano cacciate durante il periodo della riproduzione e
durante il ritorno al luogo di nidificazione
https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/direttiva_uccelli_2009-pdf-1
A prescindere che il divieto assoluto è previsto già dalla legge 157/92
art. 21.3 che ricalca lo spirito della Direttiva 2009/147/CE a
protezione delle rotte di migrazione. Divieto mai rispettato.
SPECIE ALIENE INVASIVE
Sono le specie non autoctone, quindi alloctone, esotiche, aliene e che
possono o non possono essere invasive.
Il Regolamento UE 1143/2014 del 22/10/2014 recepito in Italia con il Dl.
230 del 15/12/2017 si rivolge alle specie animali considerate aliene,
peggio invasive (ma in Europa tra le 12.000 specie esotiche e in
Italia tra le 3.600 specie esotiche, solo il 10-15% è ritenuto invasivo)
e prevede l'eradicazione di tali specie con metodi letali e non
letali; quindi, ammettendo metodi non letali prevede anche la
possibilità di sterilizzazione degli animali che, infatti, nel
2019, ha ottenuto l'approvazione della Commissione Europea e
dell'ISPRA; Karmenu Vella, ex Commissario all'Ambiente dell'Unione
europea ha precisato che la sterilizzazione degli animali inseriti nella
lista delle specie aliene invasive e il loro successivo rilascio non
è equiparabile all'attività di rilascio nell'ambiente, pratica che
è invece espressamente vietata dal Regolamento.
Il decreto legislativo 230/2017 adegua la normativa italiana al
Regolamento UE n. 1143/2014 disciplinando la prevenzione e gestione
delle specie esotiche invasive.
Il Punto 1) del Reglamento UE n. 1143/2014 recita: "La comparsa di
specie esotiche, che siano animali, vegetali, funghi o microrganismi, in
nuovi luoghi non è sempre fonte di preoccupazione.....Nell’ambiente
dell’Unione e di altri paesi europei sono presenti circa 12.000 specie
esotiche, delle quali approssimativamente il 10-15 % è ritenuto
invasivo".
Il Punto 25) recita: "L'eradicazione e la gestione di alcune specie
animali esotiche invasive, pur rendendosi necessarie in taluni casi,
possono provocare dolore, angoscia, paura o altre forme di sofferenza
negli animali...... È opportuno prendere in considerazione metodi non
letali...".
L'art. 3 comma 13 recita: «eradicazione»: l'eliminazione completa e
permanente della popolazione di una specie esotica invasiva tramite
mezzi letali o non letali". Eradicazione, parola assurda per un
territorio senza limiti.
L'art. 3 comma 14 recita: «controllo demografico»: qualsiasi
azione letale o non letale applicata alla popolazione di una specie
esotica invasiva...... allo scopo di mantenere il numero di individui il
più basso possibile, in modo che, seppure nell’impossibilità di
eradicare la specie, ne rendano minimi la capacità invasiva e gli
effetti negativi sulla biodiversità......
L'art. 3 comma 15 recita: «contenimento»: qualsiasi azione volta a
creare barriere che riducono al minimo il rischio che la popolazione di
una specie esotica invasiva si disperda e si diffonda oltre la zona
invasa"
L'art. 19 comma 2 recita: "Le misure di gestione consistono in
interventi fisici, chimici o biologici, letali o non letali, volti
all’eradicazione, al controllo numerico o al contenimento della
popolazione di una specie esotica invasiva...."
L'art. 19 comma 3 recita: " Gli stati membri nell'applicare le misure di
gestione e nel selezionare i metodi da utilizzare, tengono in debita
considerazione la salute umana e l'ambiente, particolarmente le specie
non destinatarie di misure e i loro habitat e assicurano che, quando fra
i destinatari di misure figurano gli animali, siano loro risparmiati
dolore, angoscia o sofferenza evitabili...."
La Commissione europea ha dato parere favorevole alla sterilizzazione e
il rilascio nell'ambiente di alcune specie esotiche invasive perchè è un
metodo che rispecchia il Regolamento 1143/2014, mentre il Dlgs. n. 230
del 15/12/2017 disciplina anche le eventuali deroghe dall'obbligo di
eradicazione rapida.
La D.ssa Cristina Marchetti dell'Università di Parma illustra
chiaramente come possono esistere metodi più efficaci dell'abbattimento
anche considerando che l'eradicazione si presenta irrealistica in
un'area vasta come l'Europa continentale
https://www.comune.parma.it/it/novita/notizie/parma-pet-friendly-il-percorso-a-tutela-degli-animali-di-parma.
Anche
Antonio De Marco, biologo evoluzionista, ricercatore del CNR, definisce
l'eradicazione una "caccia alle streghe"
https://www.vitadacani.org/eradicare-lalieno/
Le specie più pericolose, in Italia sono 19, a livello europeo 114
(Regolamento UE 1143/2014).
Tale regolamento nella lista delle specie di rilevanza unionale, include
attualmente 49 specie esotiche invasive di cui 33 già presenti in
Italia.
La maggior parte delle specie esotiche sono utili e i loro benefici sono
ignorati e non studiati (M. Davis scienziato ecologista).
La globalizzazione ha incidentalmente o intenzionalmente fatto muovere
le specie da un continente all’altro. Ci chiediamo: perché si allevano
in Italia/Europa guanachi, lama….e altri animali estranei che possono
fuggire dai loro recinti e diventare esotici invasivi? Perché si è
importata per la pelliccia e poi liberata la nutria del Sudamerica?
Per nostro interesse! Sempre per nostro interesse e non per il rispetto
del pianeta Terra e degli altri suoi abitanti.
In realtà i peggiori nemici della biodiversità, degli animali autoctoni,
sono la deforestazione che non si ferma, l’alterazione climatica,
l’inquinamento da diserbanti e veleni vari, la desertificazione, la
frammentazione degli habitat…Ma poiché tutto ciò è causato dall’uomo, si
dimentica.
In conclusione l'eradicazione può essere sostituita dal controllo della
natalità attraverso:
- la sterilizzazione chimica o chirurgica (nutrie, piccioni,
cinghiali....), approvata da tempo dalla Commissione europea
- traslocazione, cattura e trasferimento in aree recintate
- biocontrollo con l’introduzione di predatori naturali
- ……
MERCIFICAZIONE
La filiera alimentare rappresenta l'espropriazione dello spirito
iniziale della legge 157/92 che stabiliva la fauna proprietà di chi
l'aveva cacciata.
Inoltre è chiaro, la filiera deve essere mantenuta, le spese vanno
sfruttate e quindi gli animali continueranno ad essere immessi,
foraggiati furbescamente, affinchè si dica che sono troppi e vanno
controllati. Non soltanto ma, come detto, gli ungulati si allevano
e si vendono ai supermercati, on line a specifico scopo alimentare vivi
e morti https://www.lecarnidelbosco.it/ -
https://www.qualivita.it/news/la-carne-di-cinghiale-veicolo-di-promozione-del-territorio/
-
https://www.federforeste.it/news/commercializzazione-di-carni-di-selvaggina-selvatica-approvate-le-linee-guida/
-
https://www.cacciaepescabonannini.it/post/carne-di-cinghiale-ai-supermercati-qualita-e-benefici.html
-
https://www.parcodiveio.it/nuovo-avviso-di-asta-pubblica-vendita-cinghiali-vivi/
Non ci bastano i milardi di animali degli allevamenti intensivi uccisi
ogni anno, l'avidità perpetua la situazione per motivi abietti:
commerciare la carne di fauna selvatica mentre le parole etiche e
scientifiche con il loro contesto giuridico: ecosistema,
biodiversità....., restano fantasie, fantasmi, sogni.
LUPO
Il lupo è stato recentemente declassato da rigorosamente protetto a
protetto ma questo non significa che le deroghe per la sua uccisione
abbiano via libera. Anche se nella realtà l'hanno.
Il lupo è il predatore all'apice della catena alimentare e controlla
quindi gli ungulati. Fra l'altro, i lupi predano cinghiali infetti da
PSA in quanto più deboli e facili da catturare. Questo può ridurre il
numero di animali infetti sul territorio come pubblica PubMed
evidenziando il ruolo positivo del lupo nel controllo ecologico della
malattia grazie alla sua digestione che distrugge la preda infetta
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34696492/
Come anticipato, esistono modelli di sana convivenza con il lupo:
- Il Parco delle Foreste Casentinesi ospita 13 branchi con circa 100
lupi la cui gestione è fondata su una visione che combina la
protezione della natura e lo sviluppo delle attività agro-zootecniche
locali. Per gli allevamenti ovicaprini sono stati infatti
implementati sistemi di protezione come ricoveri notturni e recinzioni
elettrificate, affiancati dal fondamentale impiego dei cani da
guardiania, soprattutto pastori maremmani. Per gli allevamenti bovini,
la gestione si concentra invece sulla sincronizzazione dei parti in
stalla e sulla protezione dei vitelli nel periodo più vulnerabile
https://www.youtube.com/watch?v=oOdWZQRQz_0 -
https://www.parcoforestecasentinesi.it/en/news/difesa-del-gregge-e-tutela-del-lupo
- Il Parco di San Rossore ospita 4 branchi con circa 30 lupi
presenti da anni che hanno contribuito a creare un ecosistema sano con
equilibrio migliore tra ungulati e vegetazione, con interventi
puntuali che di volta in volta hanno eliminato possibili situazioni di
attrito.
I lupi hanno contribuito a riportare all’equilibrio la biodiversità
dell’area protetta: qui si cibano infatti di daini e cinghiali, ungulati
che fino a poco tempo fa erano in grande sovrannumero, il che stava
portando ad una forte diminuzione della ricrescita della vegetazione.
https://www.parcosanrossore.org/lupo-la-situazione-in-area-parco/
- https://www.parcosanrossore.org/lupi-continua-il-monitoraggio/
- In Liguria, per proteggere il bestiame dai lupi vengono usati collari
con feromoni e fototrappole intelligenti, segnali acustici e luminosi,
ovvero progetto Dilupoli, pioniere in Italia, che sta per avviarsi in
Toscana
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/10/lupi-allevamenti-dilupoli-feromoni-fototrappole-notizie/8379453/
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https://30science.com/2026/04/news/dilupoli-il-progetto-innovativo-che-allontana-i-lupi-con-i-collari-odorosi/
La presenza del lupo è l' indicatore di un ambiente sano e in
equilibrio, garantisce la convivenza con le attività umane, è una sfida
che dovrebbe sempre essere affrontata. Purtroppo, a causa del
bracconaggio mosso da violenza cieca e ignoranza sublime, uno studio
nazionale condotto fra il 2019 e il 2023 aggiornato nel 2025 evidenzia
un aumento della mortalità dei lupi in Italia con oltre 1600 esemplari
rinvenuti cadaveri in 5 anni.
E' questa la protezione? Chi intende proteggere il lupo avvia una
continua informazione, corretta, scientifica, un coinvolgimento dei
cittadini con il Wolf Howling
https://www.parcoforestecasentinesi.it/it/news/wolfhowling
La popolazione del lupo deve essere gestita con la prevenzione e non con
la repressione: "prevenire meglio che curare".
BRACCONAGGIO
Nonostante l’alta diffusione dell'illegalità e del bracconaggio (80% dei
cacciatori sono bracconieri), a causa dell'omertà, i rari reati che
vengono sottoposti a procedimento giudiziario, per la maggior parte
ottengono l'assoluzione in primo grado di giudizio senza alcuna sanzione
penale mentre altri procedimenti terminano con l’oblazione, con la non
procedibilità per la tenuità del fatto, con la prescrizione.
La Convenzione di Berna, recepita in Italia dalla Legge n. 503/1981,
all' allegato IV indica "Mezzi e metodi proibiti di uccisione, di
cattura ed altre forme di sfruttamento vietate", come:
1) l'uso di mezzi di caccia che permettano di individuare e uccidere la
fauna selvatica di notte (strumenti di visione notturna...)
https://www.abolizionecaccia.it/blog/riforme-illegittime-il-caso-dei-visori-notturni/
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https://www.oipa.org/italia/leggi/DIRETTIVE_INTERNAZIONALI/Convenzione%20Berna%201979.pdf
2) reti, gabbie, trappole con abbattimento in situ mediante sparo nonchè
armi ad anima liscia o rigata (ovvero con piombo) nonchè con arco
tradizionale e frecce con punta munita di lame nonchè montate sulle armi
ottiche di mira, a infrarossi, intensificatori di luce, telemetro laser,
termocamere, fari, torce, ecc.ecc. che i piani faunistici venatori
ammettono.
La sentenza del Consiglio di Stato n. 1054 del 23 febbraio 2009
dichiara, definitivamente, l'illegittimità della caccia in deroga agli
uccelli migratori. Ma .....
Direttiva 79/409/CEE art. 7 e L. 157/92 vieta l'allungamento dei periodi
di caccia in periodi di nidificazione e migrazione prenuziale degli
uccelli. Ma.....
CONCLUSIONE
In definitiva, a prescindere dalle questioni etiche e scientifiche, in
un Paese culla del Diritto com'è l'Italia, è giusto
promuovere e accettare leggi che lo violano? Che violano norme
nazionali, internazionali, direttive europee?
A ognuno l'ardua sentenza.