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Articoli per la rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

Da agosto 2018 Gabbie Vuote collabora con la Rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

FORME DI ALIMENTAZIONE


Ci sono amministratori che, credendo di essere lungimiranti, autorizzano, nelle mense scolastiche, menù diversi  per assecondare le scelte, non solo di gusto ma anche religiose, di ogni commensale. Comprese quelle di musulmani e di ebrei.

Purtroppo c'è una grave dimenticanza, una totale mancanza di conoscenza, di arretramento culturale, di silenzio morale  in questa decisione.

Ovvero:

    il cibo vegano e il cibo vegetariano lasciano vivi gli animali, non tolgono loro la libertà, non rinnegano la loro etologia costringendoli in gabbia o negli allevamenti intensivi, nè le tanto citate ma dimenticate, nel loro senso profondo, le leggi che li inseriscono nella nostra giurisprudenza e nella nostra morale come esseri senzienti (infatti sentono il dolore, la disperazione, il terrore.............); i cibi vegetali salvano gli animali,  hanno per loro rispetto, compassione, empatia.....e,  come qualcuno dice,  non causano il rientro a casa di studenti affamati  (basta ricordare Margherita Hack, astrofisica, atleta, nata e vissuta vegetariana, morta a 91 anni).

Invece:

   il cibo carnivoro comporta allevare gli animali in allevamenti intensivi dove  polli, tacchini, galline, mucche, maiali .... vivono una vita non vita, stipati in spazi ristretti, in gabbie, privati della loro individualità, non calpestano prati, non vedono il sole, diventano oggetti da sfruttare per produrre il più possibile a discapito della loro salute per mantenere la quale si interviene con grandi quantità di antibiotici per l'eccessivo uso dei quali, nel mondo, si è prodotta  l'antibiotico resistenza  che, secondo l'Istituto Superiore di Sanità "rappresenta una delle principali minacce alla salute pubblica e, secondo le stime, potrebbe causare la morte di 10 milioni di persone all’anno entro il 2050".
   il cibo halal dei musulmani, come quello kosher degli ebrei che secondo le rispettive religioni risalgono a quasi 2000  anni fa, aggiunge alla sofferenza della macellazione con stordimento italiana, un'atroce tortura https:// www.youtube.com/watch?v=wYCp4bMLQdc con poca differenza di rito tra loro. L'animale viene orientato con il capo verso la Mecca per i musulmani e sottoposto con 25 movimenti di coltello, al taglio dei grossi vasi del collo, dell'esofago e della trachea mediante l'impiego di uno strumento a lama molto affilata detenuto con la mano destra mentre la sinistra tiene ferma la testa dell'animale; le zampe devono essere legate ad eccezione di una posteriore lasciata libera affinchè l'animale possa muoverla e scalciare durante il lentissimo dissanguamento; simile comportamento per la macellazione Kosher che avviene senza stordimento categoricamente vietato dalla tradizione ebraica. L'Halal è invece più flessibile: alcune correnti islamiche accettano lo stordimento elettrico reversibile, purché non causi la morte dell'animale prima del dissanguamento.

Quindi:

è accettabile che riti che non ci appartengono (sottomissione culturale come è stato scritto), ancora legalizzati in Italia, culturalmente e moralmente rinnegabili, possano avere la meglio sul trattamento di benessere (?) degli animali anch'esso legalizzato con lo stordimento obbligatorio? E' certo che ha la meglio la legge religiosa in quanto riguarda l'uomo,  la sua indifferenza o ignoranza  e il suo stomaco, non la sua coscienza.

All'inizio del terzo millennio si può chiamare rito religioso la macellazione rituale di un animale che, nonostante i "compassionevoli" precetti enunciati, impone alla vittima un'atroce sofferenza? Che sprofonda le sue radici in un antico passato quando si utilizzavano tecniche rudimentali per mancanza di conoscenze scientifiche? Visto da un occidentale questo è sì un rito  ma di crudeltà e se le religioni esistono per migliorare l'uomo questo rito lo peggiora perchè fa leva sul sacrificio con estremo dolore, di una creatura viva e innocente, presa con la forza, trattata con brutalità, uccisa con violenza, senza il minimo senso dell'orrore, disgusto, pietà.

Chi compie un gesto simile non potrà mai provare compassione neppure per una persona umana, che sia fragile, debole, indifesa, sofferente, ma praticherà facilmente la violenza come ci insegna Ovidio e come possiamo constatare quotidianamente: “La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini”.

Occorre sapere anche che, nel 1985, la Lega Musulmana Mondiale in collaborazione con l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ammesso che lo stordimento elettrico della vittima possa precedere la macellazione rituale e sia addirittura conforme alla raccomandazione del Profeta di non infliggere sofferenza agli animali. La Malesia, stato a prevalenza musulmana, non pratica la macellazione rituale.
Ci auguriamo che l'evoluzione culturale, empatica, morale, che speriamo avanzi, porti l'essere umano, di qualsiasi religione sia, a comprendere che la vita è vita e che la sua sofferenza, strazio, soppressione sono enormi contraddizioni al sacramento che tutti dovremmo rispettare: Non uccidere. Punto e basta.
In Italia, riferiscono, lo stordimento preventivo dell’animale da macellare è obbligatorio, ma "per alcune 'macellazioni rituali' è stata concessa la deroga allo stordimento, purché la macellazione rituale avvenga in macelli autorizzati e sotto controllo delle autorità sanitarie locali (Art.4, comma 4 REG 1099/2009)".

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Carne halal nelle mense scolastiche, insorgono gli animalisti
© BolognaToday
In Italia, riferiscono, lo stordimento preventivo dell’animale da macellare è obbligatorio, ma "per alcune 'macellazioni rituali' è stata concessa la deroga allo stordimento, purché la macellazione rituale avvenga in macelli autorizzati e sotto controllo delle autorità sanitarie locali (Art.4, comma 4 REG 1099/2009)".

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Carne halal nelle mense scolastiche, insorgono gli animalisti
© BolognaToday

Firenze, settembre 2026

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV Firenze




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