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Articoli per la rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

Da agosto 2018 Gabbie Vuote collabora con la Rivista Italia Uomo Ambiente di Pronatura Firenze

Tom Regan


Tom Regan (Pittsburgh 28 novembre 1938 – Carolina del Nord 17 febbraio 2017) è stato un filosofo, docente, saggista, attivista statunitense che ha dedicato i suoi studi alle tematiche relative ai diritti degli animali e all’animalismo, con oltre trent’anni di attività accademica, oltre venti libri pubblicati sull’argomento e i più importanti riconoscimenti internazionali. Universalmente riconosciuto come il più grande filosofo, leader intellettuale e portavoce del movimento per i diritti degli animali. La sua riflessione filosofica è radicale e originale, non discende da nessun altro sistema di pensiero precedente.

Il suo punto di vista è sempre stato radicale nel senso originale della parola: cioè quello di andare alle radici. Qui sta il tratto dirompente della sua proposta. Tra gli individui dotati di valore inerente ci sono non solo gli agenti morali – chi come noi è dotato della capacità di agire secondo precisi principi morali, come quasi tutti gli esseri umani – ma anche i pazienti morali, ovvero coloro che sono privi della capacità di formulare principi morali nonché di trarne ispirazione nel determinare le azioni moralmente giuste o sbagliate.

Ci si deve chiedere infatti non soltanto se gli animali possono soffrire come diceva Jeremy Bentham nel 1800 ma anche se siano “soggetti di una vita”. Questi gruppi di pazienti morali possono comprendere i bambini piccoli, gli esseri umani di qualsiasi età con deficit mentali, le persone private della loro facoltà di scelta. E gli animali, ovviamente, che però in forza dell’essere vivi, senzienti, capaci di provare emozioni, amore, formulare idee  e con coscienza (secondo le Dichiarazioni di Cambridge del  2012 e di New York del 2024 firmate dai massimi scienziati mondiali), devono essere rispettati in sé.

Gli animali, essendo soggetti di una vita: hanno madre e padre, spesso anche fratelli e amici, hanno un’infanzia, una giovinezza e una vecchiaia. Attraversano le varie fasi della vita in modo molto simile a quello degli umani, le loro vite possono migliorare o peggiorare indipendentemente dal fatto che la cosa interessi o meno qualcuno. Umani e animali, a prescindere dalle differenze, sono uguali in maniera rilevante rispetto al diritto fondamentale, cioè alla vita.
Regan, basandosi sul pensiero radicale, sostiene i diritti animali per motivi di giustizia e non per protezionismo. Quindi non gabbie più grandi, come lui stesso scrive, ma gabbie  vuote.

Quindi, la tesi fondamentale di Regan è che gli animali sono “soggetti di una vita”, esattamente come gli esseri umani e che se si accetta l’idea di dare valore alla vita di un essere umano a prescindere dal grado di razionalità che questo dimostra, allora si deve dare un valore simile anche a quella degli animali perché sono titolari di diritti morali inalienabili per cui trattarli come un bieco mezzo per un fine, significa violare tali diritti.

Una mucca vuole vivere, allattare il suo vitellino, stare all’aperto in un mondo non artificiale pieno di vento, di sole, di erba, di natura. E’ felice quando può fare ciò per cui le mucche si sono evolute: avere amici, una famiglia, una vita. Non vuole la propria morte.
Per Regan tutte le pratiche che implicano l’utilizzo di animali come mezzi per un fine sono sbagliate: allevamento di qualsiasi tipo, caccia, esperimenti di qualsiasi tipo, ecc., a prescindere da possibili risultati importanti. Invece gli animali sono trattati “di routine sistematicamente, come se il loro valore fosse riducibile alla loro utilità per gli altri, di routine e sistematicamente sono trattati con mancanza di rispetto e anche i loro diritti vengono di routine e sistematicamente violati”.

E’ la nostra ignoranza che costringe gli animali a stare in gabbia ed è la nostra arroganza che ci spinge a considerarli come semplici oggetti, dice Regan, che ricorda come da giovane non solo mangiava carne, ma aveva anche lavorato come macellaio. “Ho fatto a pezzi animali, ho tagliato a fette la loro carne, fino a che un giorno mi sono scoperto un difensore dei loro diritti. Questo è il mio percorso e dico che se ci sono arrivato io possono arrivarci tutti”.

Il percorso dell’animalista secondo Regan è classificato in tre modelli:
- Vinciani – Leonardo aveva un amore innato per gli animali e si attribuisce a lui la frase: “Verrà il giorno in cui guarderemo all’uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all’uccisione degli uomini”. I Vinciani da bambini empatizzano con gli animali e poco dopo si rifiutano di mangiarli perché gli amici si prendono cura dei loro amici, sono leali, li difendono e li proteggono.
- Damasceni – Il cambiamento avviene per illuminazione e in un batter d’occhio; un momento prima accettano l’abitudine dominante, un momento dopo la rifiutano.
- Temporeggiatori – sono coloro che restano titubanti, che aspettano, che fanno alcuni passi fino a che decidono.  Tom Regan lo fece prendendo a caso dalla biblioteca universitaria dove insegnava, un libro di Gandhi.

“La vita di un agnello non è meno preziosa di quella di un essere umano.
Trovo che più una creatura è indifesa,
più ha il diritto ad essere protetta dall'uomo dalla crudeltà degli altri uomini.”
Mahatma Gandhi

Regan si è sempre professato ottimista sul futuro del movimento per i diritti degli animali scrivendo nel suo libro Gabbie Vuote: “Davanti a noi si erge un’enorme muraglia rappresentata dall’oppressione perpetrata a danno degli animali. Noi abbiamo un obiettivo primario: rendere questa muraglia un ricordo del passato. C’è solo un piccolo problema: non c’è modo di raggiungere questo obiettivo tutto in una volta o in breve tempo (d’altra parte ci sono voluti millenni per eliminare lo schiavismo, la condizione delle donne…. secoli per eliminare tante mostruosità dalla nostra vita: la crocefissione, le lotte dei gladiatori, la ghigliottina… il delitto d’onore…). Cosa possiamo fare allora? Propongo che la muraglia venga progressivamente abbattuta togliendo un mattone per volta”. Ecco un elenco possibile e semplice che non stravolgono le nostre vite: eliminazione degli spettacoli circensi, zoo e acquari, caccia, corse dei levrieri, allevamenti di animali da pelliccia, fine del massacro delle foche, dell’ingozzamento delle oche per il foie gras, del caffè kopi luwack, delle macellazioni rituali di ebrei e musulmani… ecc.

Firenze, gennaio 2026

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV Firenze




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